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Ansia: che cos’è e come si manifesta?

Come distinguere l’ansia normale dall’ansia patologica? Che cos’è l’ansia? Quali sono i sintomi ansiosi?Cosa bisogna fare quando si è in ansia? Come gestire gli stati di ansia? Come si può curare l’ansia?

Queste sono alcune delle domande che le persone possono porsi nel momento in cui esperiscono sintomi ansiosi. In questo, e nei prossimi articoli, cercheremo di fornire alcune risposte a queste domande. Andiamo per gradi!

Cosa si intende con il termine ansia?

L’ansia rappresenta uno stato emotivo di cui tutti noi possiamo fare esperienza in diverse situazioni. Da qui, per comprendere cosa si intende con ansia, è centrale la distinzione tra ansia fisiologica e ansia patologica.

L’ansia fisiologica e/o d’allarme è un’emozione che insorge quando vi è una minaccia reale oppure figurata. Consiste in uno stato di tensione psicologica e fisica per cui l’individuo mobilita le proprie risorse al fine di fronteggiare una situazione difficile. Dunque, l’ansia fisiologica risulta essere una risposta normale e innata, che ci prepara nella gestione dello stimolo pericoloso; in questo senso possiamo considerarla come “funzionale” ai nostri scopi.

Quando, al contrario, l’ansia influisce negativamente sul funzionamento della persona limitando le sue capacità di adattamento, essa diviene persistente e intesa; tutto ciò conduce ad un’incapacità dell’individuo di far fronte alla minaccia ed è pertanto considerata come ansia disfunzionale o patologica. Questa definizione porta con sé una connotazione di generalizzazione ovvero l’ansia è disfunzionale quando è ampliata a più circostanze e quando si presenta nelle situazioni cosiddette “neutre” (la minaccia e il pericolo non sono reali). La persona ha due possibilità di risposta: attaccare o fuggire.

Quali sono i sintomi ansiosi?

Quando proviamo ansia facciamo esperienza di svariate sensazioni: corporee, fisiche, reazioni cognitive e stati emotivi. Vi sono tre categorie di sintomi dell’ansia che riassumono cosa succede quando siamo in ansia. Vediamole insieme!

  1. Sintomi psicologici: apprensione che appare sproporzionata rispetto alle circostanze; difficoltà di memoria e concentrazione; preoccupazione e insicurezza; rimuginio, cioè ripetizione mentale di pensieri negativi.
  2. Sintomi fisici: tachicardia, elevata sudorazione, aumento pressione sanguigna, vertigini, sintomi gastrointestinali, insonnia.
  3. Tensione motoria: agitazione, stato di irrequietezza motoria, contratture muscolari, cefalea.

Quando l’ansia diventa degna di attenzione clinica?

L’ansia può risultare degna di attenzione clinica quando essa è intensa, persistente, sproporzionata alle circostanze, interferente con i diversi ambiti di vita del soggetto e per lui fonte di disagio e malessere significativo.

I principali disturbi d’ansia elencati dal Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-5) sono classificati come segue:

  • Disturbo di panico
  • Disturbo d’ansia sociale (fobia sociale)
  • Agorafobia
  • Disturbo d’ansia generalizzata

Tuttavia, è importante ricordare che non tutti i soggetti che soffrono di ansia presentano necessariamente un disturbo d’ansia.

In più, una questione rilevante in ambito clinico, riguarda il fatto che l’ansia spesso rappresenta un sintomo trasversale a molte e differenti forme di psicopatologia. Ad esempio, può emergere nei disturbi da stress correlati oppure può essere una caratteristica secondaria nei disturbi sessuali. Leggi il prossimo articolo per approfondire come gestire stati di ansia intensi!

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