Nell’articolo precedente (https://studioclinicoportavenezia.it/ansia/) abbiamo cercato di dare una panoramica sul tema inerente all’ansia e ai suoi sintomi.
Collegandoci a tale argomento, oggi vogliamo parlare di attacchi di panico.
Probabilmente nella vostra vita avete fatto esperienza di un attacco di panico oppure conoscete qualcuno che vi ha descritto un attacco di panico come un’esperienza terribile. Inizialmente, può capitare che i sintomi del panico vengano confusi con una problematica di natura medica poiché, durante la crisi, emergono molti sintomi fisici. Si può temere, ad esempio, di avere un attacco cardiaco, uno svenimento, di impazzire o persino di morire. Questa percezione di pericolo, di avere un collasso fisico e/o il senso di catastrofe imminente rappresenta una minaccia aggiuntiva che alimenta l’ansia stessa.
Continuate a leggere l’articolo per scoprire cosa significa avere un attacco di panico e soffrire di un disturbo di panico.
L’attacco di panico è un fenomeno sintomatologico complesso e piuttosto diffuso: tra l’1.5% e il 5% della popolazione soffre di attacchi di panico frequenti degni di attenzione clinica. È importante sottolineare che un attacco di panico singolo di per sé non denota la manifestazione di un disturbo. L’attacco di panico può manifestarsi nei diversi Disturbi d’ansia oppure può rappresentare un sintomo di un qualsiasi altro disturbo mentale.
Clinicamente, un attacco di panico viene definito come un periodo preciso di intensa paura, ansia e disagio, durante il quale diversi sintomi fisici ed emotivi si presentano improvvisamente e raggiungono il picco nel giro di circa dieci minuti per poi decadere gradualmente.
- Palpitazioni o tachicardia
- Sudorazione
- Tremori fini o grandi scosse
- Dispnea o sensazioni di soffocamento
- Sensazione di asfissia
- Dolore o fastidio al petto
- Nausea o disturbi addominali
- Sensazioni di vertigine, di instabilità, di “testa leggera” o di svenimento
- Brividi o vampate di calore
- Sensazioni di torpore o di formicolio a varie parti del corpo
- Sensazione di irrealtà o Sensazione di essere distaccati da sé stessi
- Paura di perdere il controllo o di “impazzire”
- Paura di morire
Gli attacchi di panico si possono manifestare durante un periodo in cui sono presenti:
- Fattori stressanti psicologici (disaccordo con il partner o parenti, lutto o malattia in famiglia, problematiche finanziarie, pressioni sul lavoro ecc.);
- Fattori stressanti fisici (malattie fisiche, eccessivo lavoro, uso di sostanze, mancanza di sonno, ipoglicemia, dieta ecc.).
Tuttavia, si verificano anche quando i fattori di stress sono poco evidenti.
Un ruolo rilevante nella manifestazione dell’attacco di panico risulta essere la valutazione cognitiva che una persona effettua rispetto alle situazioni stressanti: la percezione negativa di potenziali minacce e di eventi di vita influisce sulla vulnerabilità ad esperire un attacco di panico.
Il modello cognitivo degli attacchi di panico illustra come interpretazioni cognitive errate (definite interpretazioni catastrofiche) dell’ambiente esterno e del proprio mondo interno rappresentino il trigger per l’insorgenza dei sintomi correlati all’attacco di panico, a loro volta, valutati in maniera minacciosa.
Interpretare in modo minaccioso e catastrofico ciò che ci circonda e ciò che proviamo è un aspetto chiave dei disturbi d’ansia.
Gli attacchi di panico vengono distinti in
- Attacchi di panico attesi, situazionali: Quando si verificano le crisi di panico attese e situazionali, le cause scatenanti dell’attacco di panico sono facilmente identificabili.
- Attacchi di panico inaspettati: Attacchi di panico in cui non sono riscontrabili i fattori trigger delle crisi quando esse di manifestano; ad esempio, quando siamo rilassati o i cosiddetti attacchi di panico notturni.
Cosa significa soffrire di Disturbo di Panico?
Quando parliamo di Disturbo di Panico?
Aver fatto esperienza di un attacco di panico non significa necessariamente sviluppare un Disturbo di panico. In accordo al Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, la diagnosi di Disturbo di panico prevede la presenza di ricorrenti attacchi di panico inaspettati.
Per parlare di Disturbo di panico, inoltre, sono rilevanti alcuni fattori, detti fattori di mantenimento che, come dice la parola stessa, contribuiscono a mantenere il circolo vizioso del panico. Paradossalmente, talvolta sono proprio le strategie che una persona mette in atto per contrastare i sintomi, ad essere i principali fattori che li mantengono.
Facciamo un esempio: avete mai sentito parlare di evitamento? Questo fenomeno si configura come una vera e propria strategia che le persone mettono in atto quando fuggono da un pericolo o da una minaccia di pericolo. Nel contesto dei Disturbi di panico, l’evitamento diventa una strategia ricorrente e disfunzionale per scappare dallo stimolo che ci fa paura. Verrebbe quasi spontaneo chiedersi: cosa c’è di male nell’evitare qualche cosa che ci fa paura?
L’evitamento svolge un ruolo chiave nel Disturbo di panico. Da una maggiore frequenza degli attacchi di panico, possiamo mettere in atto comportamenti di evitamento rispetto a situazioni, persone e/o luoghi per il timore dell’insorgenza futura di ulteriori attacchi di panico. Nei Disturbi d’Ansia, e in particolar modo nel Disturbo di panico, l’evitamento rappresenta l’illusoria risposta di una persona in preda ad una minaccia di pericolo. Nel tempo, i comportamenti di evitamento contribuiscono a limitare sempre di più tutto il sistema di vita di un individuo.
Cosa si intende con Agorafobia?
A proposito di evitamento! L’agorafobia può essere considerata come un vero e proprio comportamento evitante: si configura come la paura di ciò che potrebbe succedere in alcune situazioni. Facciamo attenzione ad un aspetto: non è tanto la situazione in sé a creare timore nel soggetto, quanto più il terrore di non avere un supporto fisico, di non poter fuggire se la situazione lo richiedesse, di rimanere intrappolati o di non poter ricevere aiuto se si verificasse un attacco di panico. È per questo che consideriamo l’agorafobia come un comportamento di evitamento legato alla presenza di un Disturbo da attacchi di panico. Se da una parte il Disturbo di Panico può presentarsi senza Agorafobia, al contrario l’Agorafobia implica sempre l’avere a che fare con un Disturbo di Panico.
Vediamo insieme quali sono i sintomi.
L’Agorafobia consiste nella paura o ansia marcata relativa a due o più situazioni con conseguente evitamento:
- Solitudine, intesa come lontananza da luoghi o persone familiari;
- Utilizzo dei mezzi di trasporto (es. automobili, bus, treni navi, aerei);
- Costrizione fisica ovvero spazi chiusi quali: ascensori, teatri, negozi, cinema;
- Spazi aperti come ad esempio mercati, parcheggi, ponti;
- Stare in fila oppure tra la folla.
Volete conoscere meglio alcune strategie per gestire stati di ansia intensi?
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