Vai al contenuto

Parliamo di autostima!

Ognuno di noi ha sicuramente parlato e sentito parlare di autostima. Spesso, nel setting clinico capita di trovarsi davanti a persone che soffrono per la loro “scarsa autostima” e la maggior parte delle volte sono consapevoli che questa sia sempre stata una loro caratteristica che influenza la vita quotidiana. 

Definire l’autostima in maniera univoca non è semplice. Nella storia della psicologia sono state elaborate numerose teorie. Si può dire che una definizione condivisibile potrebbe essere quella di Battistelli (1994), il quale descrive l’autostima come segue:

l’insieme dei giudizi valutativi che l’individuo da di sé stesso.

Battistelli, 1994

Un autore statunitense, Maslow, sostiene che l’autostima sia un bisogno umano fondamentale che si sviluppa nella nostra infanzia e cresce attraverso le nostre relazioni affettive e sociali. L’individuo ha bisogno di sentirsi percepito come valido, di valore e benvoluto dal contesto sociale che lo circonda.

Lichtenberg ci parla dell’autostima come legata a due sistemi motivazionali profondi, che sono quello di attaccamento e di affiliazione.

Va da sé che più ci sentiamo amati e compresi come persone, più la nostra autostima sarà solida rispetto alle vulnerabilità che si incontrano nella vita. L’autostima prende vita insieme alle nostre prime relazioni, a partire dalle figure genitoriali e acquisisce maggiore forma quando ci relazioniamo con il mondo sociale circostante.

Avrete cominciato a notare come l’autostima sia, a conti fatti, il prodotto dell’interazione tra le nostre caratteristiche e il mondo sociale. Proprio su questa falsa riga, due autori Cooley e Mea, hanno ipotizzato che, nella formazione dell’autostima, entrassero in gioco due componenti:

  • il sé reale: riguarda le nostre effettive capacità;
  • il sé ideale, si riferisce a ciò che aspiriamo a diventare.

Non dovete pensare all’autostima come ad un concetto on/off, ovvero “ho o non ho l’autostima” in quanto tutti noi abbiamo un’autostima. Essa però viene espressa a diversi livelli.

Come detto sopra, più la nostra autostima è solida, più è auspicabile che questa non oscilli rispetto ai vari eventi di vita. Al contrario, più la nostra autostima è “fragile”, più sarà influenzabile dall’ambiente esterno e dai nostri pensieri.

Ciò che le persone sentono quando convivono con una scarsa autostima è un grande senso di inadeguatezza e di incapacità di affrontare le sfide della vita. A sua volta, tutto il sistema relazionale con il mondo che ci circonda ne risente.

Inoltre, la letteratura scientifica mostra come una bassa autostima rappresenti un fattore di vulnerabilità per diversi quadri clinici.

Possono essere molteplici le ragioni che si celano dietro a tale disagio. Questo rappresenta un motivo per cui risulta necessario ricostruire in che modo la scarsa autostima si declina nella vita del soggetto e comprendere il contesto sociale che vi ruota intorno. Ciò significa cercare di contestualizzare la fragile autostima nella vita della persona.

Immaginatevi una persona con una bassa autostima: pensate che crederà nelle proprie capacità di affrontare le sfide della vita? Tendenzialmente poco.

Ecco allora come i due concetti di autostima e autoefficacia si intrecciano: l’autoefficacia è infatti la valutazione che diamo a noi stessi circa la capacità di far fronte ad alcuni compiti. L’autoefficacia si inserisce, quindi, nel modo in cui pensiamo e valutiamo noi stessi nel raggiungere un obiettivo impattando, a sua volta, sull’autostima.

Avere una solida autostima è fondamentale per sentirci bene con noi stessi e di conseguenza con le persone che ci circondano.

La psicoterapia in tal senso è uno strumento molto utile nell’aiutare la persona a ricostruire le radici di una fragile autostima. Come abbiamo visto in questo articolo, le nostre prime relazioni contribuiscono a costruire la nostra autostima e saranno proprio le relazioni ad essere al centro del lavoro terapeutico.

Il lavoro con il terapeuta ci permette di sentirci supportati, non giudicati bensì compresi nel proprio vissuto in un’esperienza unica che forse non tutti hanno avuto la possibilità di provare. È proprio in questo tipo di relazione che è possibile migliorare la nostra autostima, così da permetterci di sentirci più degni, più efficaci e in grado di fronteggiare varie situazioni.

https://www.stateofmind.it/tag/autostima/

Maslow, A. H. (1954). Motivazione e personalità, trad. it., Armando, Roma, 1973, or. Motivation and personality.

Lichtenberg, J. D. (2006). Psicoanalisi e sistemi motivazionali. R. Cortina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *