La Pandemia da Covid-19 ha costretto quasi tutto il mondo ad un lockdown forzato, con un numero considerevole di cittadini confinati nelle loro case. Ecco quindi che la parola “ritiro sociale” ha cominciato a farsi sempre più strada tra gli esperti del settore che si dicevano molto preoccupati per la possibilità che questo fenomeno dilagasse, soprattutto tra i più giovani.
Cos’è effettivamente il ritiro sociale? Come si manifesta?
Il ritiro sociale è un termine generico che si riferisce all’auto-isolamento volontario di un individuo dagli altri familiari e/o non familiari attraverso la manifestazione costante di comportamenti solitari (Rubin et al. 2009) come quelli dovuti all’estrema timidezza, il passare troppo tempo da soli e l’evitare l’interazione tra pari.
Gli studiosi Coplan e Armer (2007) hanno provato ad indagare le motivazioni sottostanti al ritiro sociale: nel tentativo di raggruppare ed unificare le possibili cause, i ricercatori hanno suddiviso i soggetti in tre sottogruppi:
- Timidezza
- Asocialità
- Evitamento sociale
Indipendentemente dalle ragioni che portano i soggetti al ritiro sociale, i due autori hanno sottolineato come il comportamento manifesto, di fatto, sia il medesimo: la persona si isola dalla cerchia sociale che lo circonda.
Quando “isolarsi” può diventare un disturbo?
È necessario distinguere l’isolamento sociale da altre forme di “allontanamento” del soggetto dal suo contesto: spesso infatti c’è grande confusione terminologica tra i termini “solitudine” “isolamento sociale”, e “ritiro sociale”. La solitudine è una condizione che possiamo confinare tra le scelte che un individuo può compiere; pensate alla possibilità di fare una vacanza da soli: può anche essere un’esperienza estremamente arricchente e positiva. L’isolamento sociale già ci può portare a pensare ad un soggetto che si trova da solo, in quanto separato dal suo contesto sociale: è spesso proprio il contesto ad agire nei confronti dell’individuo con atteggiamenti di rifiuto e di esclusione.
Come spiegato sopra, il ritiro sociale è un fenomeno molto complesso che spesso è accompagnato da altre manifestazioni di malessere come ad esempio ansia e apatia, ben diverso dai concetti di solitudine e di isolamento sociale, diffuso soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.
Un particolare tipo di ritiro sociale: hikikomori
Uno degli esempi migliori per comprendere le conseguenze di un grave isolamento sociale è la condizione nota come hikikomori, una forma di ritiro sociale che è stata originariamente descritta in Giappone alla fine del 20° secolo e più recentemente in tutto il mondo. Nelle linee guida del 2010 sull’hikikomori del Ministero giapponese della Salute, la definizione di hikikomori è stata descritta come un “evitamento della partecipazione sociale, che in linea di massima si traduce nella condizione di essere confinato (housebound) a casa per un periodo superiore a 6 mesi” (Kato TA et al., 2020).
Hikikomori e Isolamento da Covid-19: un’analogia che ci deve far riflettere
Ci sono similitudini e differenze tra l’isolamento da hikikomori e quello legato al Covid-19. Recentemente un gruppo di ricercatori giapponesi (Kato TA et al., 2020), ha sviluppato una scala per misurare la gravità della sintomatologia da hikikomori, sostenendo che gli individui in isolamento a causa del Covid-19 potessero essere testati con lo stesso strumento. È chiaro che dobbiamo necessariamente tenere conto di una differenza fondamentale: gli individui con hikikomori evitano le situazioni sociali volontariamente, mentre l’isolamento sociale legato al COVID-19 può essere imposto da restrizioni governative e/o a causa della paura dell’infezione dell’individuo. Negli ultimi due decenni, numerosi studi hanno indagato l’impatto psicologico della quarantena a causa di epidemie, come la SARS e la MERS, e hanno mostrato che l’esperienza della quarantena si associa ad una maggiore prevalenza di disturbi mentali legati allo stress, come ansia, depressione e soprattutto comportamenti di evitamento (Reynolds DL et al., 2008). È chiaro che questi studi devono farci riflettere: eventi traumatici, come crisi economiche, sociali o politiche, possono indurre chiunque ad evitare il contatto sociale ed entrare in uno stato di hikikomori e questo potrebbe comportare delle severe conseguenze sul versante della salute mentale.
