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Stress: definizione e sintomi

Prima di parlare dei sintomi dello stress e di come possano impattare negativamente sul nostro corpo e sulla nostra mente, è importante comprendere la definizione stessa della parola stress.

Il termine stress si riferisce ad una reazione psicofisica dell’organismo che si manifesta di fronte a determinate richieste ambientali e/o compiti emotivi, cognitivi che, a loro volta, ci richiedono una certa capacità di adattamento.

Così come avevamo visto per l’ansia (https://studioclinicoportavenezia.it/ansia/), anche lo stress rappresenta un’esperienza universale umana che di per sé può non avere una connotazione negativa. In alcuni casi, infatti, lo stress risulta essere funzionale e adattivo per l’individuo. Ad esempio, può permettere alla persona di reagire a diverse situazioni e raggiungere un obiettivo prefissato senza compromettere la qualità di vita.

Il modello dello stress di Selye ci aiuta a capire meglio il processo per cui lo stress diviene patologico. Vi sono tre fasi da distinguere:

  • Fase di allarme: vi è un primo momento in cui la persona si trova a dover fronteggiare, mettendo in atto le proprie risorse, situazioni che può percepire come minacciose rispetto ad una condizione di benessere psicofisico.
  • Fase di resistenza: in questa seconda fase, la persona stabilizza le sue risorse dinnanzi alle richieste. È interessante notare che nella suddetta fase detta, di resistenza, si assiste ad una produzione di cortisolo eccessiva rendendo le nostre difese immunitarie più deboli.
  • Fase di esaurimento: quest’ultima fase si presenta nel momento in cui la situazione stressante, e la fase di resistenza stessa, si protrae nel tempo e la persona con le sue risorse non riesce più a far fronte allo stressor. Vi è un esaurimento delle difese messe precedentemente in moto.
  • Stress acuto: Lo stressor si presenta una singola volta e non in maniera prolungata, ma in un tempo specifico e breve;
  • Stress cronico: Un’espressione che viene utilizzata quando l’evento stressante si prolunga nel tempo.

Quando parliamo di stress non dobbiamo pensare solamente a eventi di vita negativi e spiacevoli (ad esempio l’eccesso di lavoro così come un evento di natura traumatica) in quanto sia quest’ultimi sia eventi piacevoli (ad esempio un matrimonio) possono rappresentare fattori stressanti.

Da qui la distinzione tra stressor che possono comportare un beneficio alla persona che vengono definiti eustress oppure stressor che hanno un impatto negativo detti distress.

Per questo punto, risulta importante riprendere il pensiero di due autori Folkman e Lazarus, i quali sottolineano il rapporto tra la persona e l’ambiente esterno. Esattamente che cosa ci spiegano? Il loro modello pone in evidenza come il ruolo della persona stessa e le valutazioni (Significato attribuito all’evento e valutazione delle proprie risorse a disposizione) che effettua siano determinanti nel definire una data situazione come stressante.

Ecco, siamo arrivati a comprendere in modo ampio che cos’è lo stress sia in un’accezione di positività nel momento in cui ci permette di affrontare determinate situazioni sia in un’accezione più negativa quando sovrasta le nostre capacità e le nostre risorse per fronteggiare eventi di vita e/o richieste derivanti dall’ambiente esterno.

Quando parliamo di stress patologico dobbiamo considerare tutta una serie di sintomi che possono manifestarsi quando le nostre difese e risorse si esauriscono. Tali sintomi influenzano i vari ambiti di vita della persona e sono causa di sofferenza e di malessere psicofisico.

Possiamo distinguere diverse categorie di sintomi. Già dalla loro denominazione capiamo come una condizione di stress, nella sua accezione negativa, comporti un impatto significativo sia sulla salute fisica sia sul comportamento e la gestione delle emozioni della persona.

  • Sintomi fisici: Tutto ciò che ha a che fare con lo sviluppo di problematiche fisiche ad esempio mal di testa, mal di schiena e disturbi del sonno, agitazione psicomotoria, perdita di appetito e problemi nell’area sessuale.
  • Sintomi comportamentali: Essi si riferiscono alla messa in atto di comportamenti disfunzionali volti alla ricerca di sollievo dalla situazione stressante. Un esempio è rappresentato da un aumento significativo dell’uso di alcolici.
  • Sintomi emozionali: Condizioni stressanti prolungate sono sempre accompagnate da un senso di apprensione e ansia, maggiore irritabilità e tensione. Inoltre, la persona può percepirsi incapace di gestire e affrontare l’evento andando quindi a influire sulla nostra autostima e autoefficacia.
  • Sintomi cognitivi: Esempi di sintomi cognitivi sono problemi di concentrazione e di memoria e il non sentirsi in grado di prendere decisioni.

A fronte di tutto ciò, diventa fondamentale riconoscere eventi potenzialmente stressanti, le loro cause e il loro possibile impatto su di noi così per potervi far fronte con tempestività e per individuare le risorse e strategie rilevanti da mobilitare e mettere in atto.

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