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Tristezza o depressione? Le differenze!

Al giorno d’oggi i termini “tristezza” e “depressione” vengono spesso utilizzati in maniera interscambiabile, come fossero sinonimi. Quante volte infatti vi è capitato di sentir dire “oggi sono proprio depresso/a” intendendo “mi sento triste”?

Da qui, risulta importante distinguere i due termini poiché hanno significati profondamente differenti: cerchiamo dunque di capire meglio insieme.

… Continua a leggere l’articolo per scoprire le differenze!

Innanzitutto, è un’emozione che, secondo Ekman, insieme a Rabbia, Paura, Felicità, Sorpresa, Disgusto e Disprezzo fa parte delle cosiddette emozioni primarie, ovvero tutte quelle emozioni innate e riscontrabili in qualsiasi popolazione; quelle secondarie invece nascono dall’interazione tra le emozioni primarie e si sviluppano con la crescita individuale, acquisendo esperienze nel mondo sociale.

Le emozioni sono un fenomeno complesso centrale nell’esperienza umana, poiché svolgono una funzione adattiva, costituendo una risposta immediata ad una sollecitazione ambientale (ad esempio, un cambiamento) segnalando che è avvenuto un cambiamento percepito come saliente dall’organismo.

Le emozioni sono risposte intense, temporalmente circoscritte e di breve durata. Dal punto di vista evolutivo secondo Darwin, esse sono il risultato di un processo di adattamento che ha reso maggiormente efficace la risposta dell’essere umano all’ambiente circostante, garantendo quindi la sopravvivenza della specie.

Riassumendo:

  • Sono la causa di varie reazioni organiche sia fisiologiche, sia psicologiche sia comportamentali.
  • Possono essere innate o influenzate da precedenti esperienze/conoscenze.
  • Rivestono un ruolo fondamentale nei processi decisionali poiché, attivandoci a livello neurofisiologico, ci preparano all’azione.

La Depressione Maggiore è un disturbo psichiatrico caratterizzato da un calo significativo del tono dell’umore della durata di almeno due settimane, unitamente alla perdita di interesse o piacere per quasi tutte le attività quasi tutti i giorni. Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), ulteriori possibili sintomi associati sono i seguenti:

Significativa perdita di peso, non dovuta a dieta, o aumento di peso (per es., un cambiamento del peso superiore al 5% del peso corporeo in 1 mese), oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi tutti i giorni.
Insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni.
Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi tutti i giorni (osservabile dagli altri; non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto/a o rallentato/a).
Faticabilità o mancanza di energia quasi tutti i giorni.
Sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi e inappropriati (che possono essere deliranti), quasi tutti i giorni (non semplicemente autoaccusa, o sentimenti di colpa per il fatto di essere ammalato/a).
Ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi tutti i giorni (come impressione soggettiva o osservata dagli altri) .
Pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico o un tentativo di suicidio o un piano specifico per commettere suicidio.

La depressione, in quanto Disturbo dell’Umore, è dunque una condizione psicopatologica: ha una durata maggiore (almeno due settimane) rispetto alla tristezza ed è accompagnata da diverse manifestazioni cliniche.

Può implicare, infatti, una completa anedonia, ossia la perdita di interesse verso le attività che di solito vengono considerate piacevoli; abulia, ovvero la sensazione di non avere energie né volontà di svolgere alcuna attività. Chi soffre di Depressione Maggiore inoltre può avere difficoltà a prendere decisioni quotidiane come ad esempio scegliere come vestirsi o svolgere un semplice compito come la lettura.

Tutto diventa estremamente faticoso, anche a livello fisico, tanto da avere la sensazione di muoversi in maniera rallentata, come se si stesse camminando nella melassa. Il sonno è disturbato, infatti possono alternarsi periodi di insonnia, difficoltà di addormentamento, risvegli frequenti a periodi in cui si dorme quasi tutto il giorno. Anche l’alimentazione può risentire dell’abbassamento dell’umore, infatti si può provare la tipica sensazione di “stomaco chiuso” con conseguente perdita di peso, oppure un aumento dell’appetito e quindi un significativo aumento di peso. Tutto ciò può essere inoltre accompagnato da sentimenti di autosvalutazione e di colpa anche per cose non fatte e, in extremis, anche da pensieri ricorrenti di morte.

Vediamo, dunque, come la depressione, a differenza della tristezza, comporti un cambiamento negativo per la persona in quanto accompagnata da ulteriori difficoltà che impattano su vari ambiti di vita.

La tristezza è un’emozione che fa parte dell’esperienza umana e può svolgere una funzione adattiva, in quanto rappresenta la risposta ad un cambiamento ambientale, di breve durata.

Se si riconosce nei sintomi sopra elencati sopra non esiti a cercare il supporto di un professionista!

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